38 mesi di perdurante digiuno europeo, da Madrid alla volata del Milan di Montella

Era il marzo 2014. Tre anni e poco più sono passati. In termini calcistici, un'era geologica. Il Milan ha salutato l'Europa l'11 marzo di tre anni fa. Ottavi di finale di Champions League. Sconfitto al Vicente Calderon dall'Atletico Madrid di Diego Pablo Simeone e Diego Costa. Nasceva un ciclo, dei colchoneros del Cholo, se ne chiudeva definitivamente un altro. Quello del Milan europeo di Berlusconi, che a Madrid (sconfitto 4-1 nel return match dopo il k.o. 1-0 dell'andata) conobbe l'ultima gara in competizioni continentali della sua storia. Segnò Ricardo Kakà il parziale 1-1 in terra spagnola, poi fu solo Atletico. Si qualificarono i madrileni, che arrivarono alla finale di Lisbona sconfitti dai cugini del Real, targato Carlo Ancelotti.

Da quell'11 marzo 2014 sono passati 38 mesi. Il Milan è nel pieno di una prolungata astinenza europea che solo la lanciata volata del campionato di Serie A. Il nuovo Milan di Vincenzo Montella e della presidenza cinese di Yonghong Li ha messo nel mirino il ritorno sui palcoscenici continentali. L'Europa League l'unica destinazione, matematicamente, possibile, per rompere un perdurante, svilente digiuno.